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L'intangibilità del Mestiere del Doppiatore... Tu ti offendi?

Ascolta l'articolo (Special a fine video)


Direttamente dall'Enciclopedia Treccani, Ladies and Gentlemen...
Ecco a VOI la definizione di
"LAVORO"

Lavoro:

In senso lato, qualsiasi esplicazione di energia volta a un fine determinato. In senso più ristretto, attività umana rivolta alla produzione di un bene, di una ricchezza, o comunque a ottenere un prodotto di utilità individuale o generale.


Vogliamo analizzarla un attimo insieme questa definizione?

"Qualsiasi esplicazione di energia volta a un fine determinato"

Bene, dunque:

Creo un video? Ho svolto un lavoro!

Doppio un filmato? Ho svolto un lavoro!

Produco un corso, un audiolibro, uno spot? Ho svolto un lavoro!

Ergo, il mio è un lavoro, no?


Ma, giusto per rafforzare la mia tesi, andiamo più a fondo:

"Attività umana rivolta alla produzione di un bene, di una ricchezza, o comunque a ottenere un prodotto di utilità individuale o generale"

Stessi esempi di prima:

Creo un video? Ho prodotto un bene di utilità generale!

Doppio un filmato? Ho contribuito a creare un prodotto di utilità generale!

Produco un corso, un audiolibro, uno spot? Ho prodotto un qualcosa che porterà ad una ricchezza generale, culturale o ad un accrescimento professionale!

Quindi posso confermare che il mio è un lavoro!


E allora perché spesso devo sentirmi come se il mio fosse un fanta-lavoro?

In un fanta-lavoro pagherei le fanta-tasse, ed invece mi ritrovo a combattere con mazzate reali, ad avere una partita IVA, dichiarazioni reali, comunicazioni reali eccetera eccetera!

Perché mai?


Se non hai colleghi che possono testimoniare le tue fatiche, automaticamente tu non stai facendo nulla! Il mestiere intangibile e fantastico
Intangibilità di un mestiere

Quindi, carta, penna e calamaio:

"Alla cortese attenzione della Signora Agenzia delle Entrate e del Signor Commercialista,


Oggetto: richiesta esenzione dal pagamento di imposte e parcelle.


Con questa mia, vengo a spiegarVi le ragioni in merito alla mia richiesta:

Ho avuto modo più volte di constatare che la mia professione, che esercito con un certo credo, professionalità e tanta dedizione, dall'esterno viene considerata come una mia pura invenzione e come se fosse tutto frutto della mia fantasia.


Lo scambio repentino di informazioni, comunicazioni con i clienti ed il trasferimento di prodotti semi-lavorati e finiti, spesso non viene riconosciuto come lavoro da persone NON addette, che trovano assurdo il fatto che qualcuno paghi per avere un servizio che il sottoscritto prontamente esegue, porta a termine e consegna con soddisfazione da entrambe le parti.


Nel dettaglio ed in maniera spicciola:

In più occasioni mi è stato richiesto: "Che lavoro fai?"

ed alla mia risposta hanno rincarato la dose: "Si, ma di lavoro VERO?",

quindi sono giunto alla conclusione che la mia sia solo una mera fantasia.


Pertanto, siccome il mio lavoro è frutto della mia immaginazione, Vi chiedo gentilmente di poter saldare le mie spese future con denaro immaginario o, se necessario uno scambio fisico, di poter utilizzare banconote del Monopoli o finti trasferimenti bancari che provvederò a ricavare dalle email di Spam.


Colgo l'occasione per ringraziarVi ed augurarVi una splendida giornata.

Vostro Fanta-Lanci N."

Fanta-firma, fanta-partita IVA, fanta-numero di telefono, fanta-mail e...

Invia!


Ed ora, attendiamo una risposta!

Dovrei fare un paio di fatture nel frattempo, ma forse è una cosa inutile, tanto è tutto finto! Aspettiamo che rispondano i destinatari e vedremo...


Perché dico questo? Oltre al fatto che è un problema comune per chi, come me, si occupa di Voice over, servizi audio, video, post produzioni e credo anche che condividiamo questa sorte con chi riesce a lavorare da casa in generale (che non è affatto una pacchia, anzi), ho avuto modo di constatare che parecchi colleghi non si trovano affatto bene ad essere etichettati come "diversamente occupati", c'è da aggiungere però che per il sottoscritto non è un vero e proprio problema, anzi, è una cosa su cui ci ironizzo parecchio, e quindi volevo raccontare alcune mie esperienze e conseguenti riflessioni:

Ad esempio:

Ero sceso al market sotto casa, e ho incontrato un vecchio ex collega della mia vita passata da operaio in una nota multinazionale della mia zona (anni ed anni buttati via).

Ovviamente io ero vestito più o meno normalmente, mentre lui sfoggiava una divisa aziendale che aveva impresse indelebili macchie che, come medaglie, erano lì a testimoniare la fatica che ogni giorno pativa il pover'uomo...

Una signora, conoscenza comune, ci vede parlare, si avvicina e dice all'uomo:

"Ti auguro buon lavoro!" e lo guarda con ammirazione, come se fosse una specie di supereroe, poi si volta verso di me e dice: "A te no! Tanto tu...".

Tanto io, cosa?

Tanto io ero stato sveglio fino alle 4 del mattino per una scadenza imminente, avevo passato la mattina a fare editing e stavo cercando di ritrovare la forza per mascherare quelle scarse 3 ore di sonno per poter fare un casting in maniera decente?

Sarebbe bello avere un "orario di lavoro", ma non potrei fare ciò che amo, quindi va bene così!

Non sono uno che si lamenta (sia ben chiaro) e la prendo sempre con ironia, quindi sorrido alla "Signora del mancato augurio", ringrazio comunque per il pensiero e vado via...

Anche perché è questo, io non ho intenzione e non devo dimostrare nulla agli altri, e neanche tu, neanche voi dovreste...


Dipenderà dalle zone, dalle mentalità, dal fatto che non siamo abituati né tantomeno costretti a dover sfoggiare le nostre "medaglie", ma per tante persone, il lavoro va ostentato a tutti i costi, e più la tua divisa sarà macchiata ed il tuo stress sarà evidente, e più testimonierà che ti sei spaccato la schiena facendo un VERO lavoro.

Non sei a casa e nessuno saprà che, in realtà sei stato 10 ore ad imboscarsi in bagno o a dormire in ufficio, ma verrai comunque considerato l'eroe, il re, colui che porta i pantaloni!

In molti lo fanno anche per sentirsi legittimati, una volta a casa, staccano da lavoro e non fanno più nulla, ne è un esempio un collega con cui ho lavorato in una fabbrica e una delle tante volte in cui ci chiesero di andare a lavorare un sabato straordinario eravamo riusciti a finire prima il lavoro giornaliero, quindi a mezzogiorno potevamo tornarcene a casa.

Il signore in questione chiese al responsabile se fosse stato possibile per lui fare un'ora di straordinario, il responsabile chiese il motivo e lui spiegò che se fosse rincasato prima, la moglie lo avrebbe costretto ad apparecchiare la tavola...

Il responsabile chiese quanti erano a pranzo, una quarantina?

Lui rispose: "No, io e mia moglie, ma non voglio apparecchiare, io ho già lavorato oggi!".

Un perfetto cavaliere! E passò anche per una colonna portante aziendale...


Un altro mio conoscente indossava gli abiti da lavoro tutti i giorni, abiti da imbianchino pieni di macchie di vernice...

Si piazzava al bar dalle 8 del mattino e ripeteva spesso agli astanti: "Ecco, mi fermerei volentieri... Ma ora devo andare a lavoro!".

Alle 7 di sera era ancora lì e diceva: "Eh, sono appena tornato da lavoro... Sono stanco io, mica come te che...", la barista giurò di non averlo mai visto muoversi dal suo tavolino...


Ho avuto parecchie esperienze da dipendente ed ogni volta, sempre la stessa storia: gli altri fanno e producono, tu no!

Quello che è di fianco a te, stessa mole di lavoro, stessi orari, stesse mansioni, ti dirà che è l'unico a lavorare davvero, e tu sei giovane ed inesperto e, non avendo fatto nulla durante la giornata, magari a fine turno potrai uscire con gli amici per andarti a "spaccare" sul serio.

Lui invece sarà completamente distrutto perché avrà lavorato per 2, per 4, per 1000 persone e se ne tornerà a casa a prendersela con la famiglia perché magari non avranno rispettato tutte le sue esigenze da sovrano...


Onestamente, se devo dirla tutta, ci ho fatto il callo.

In ogni singolo lavoro che ho avuto l'onore di svolgere, ho trovato SEMPRE questo tipo di persona: colui o colei che ostenta e pretende rispetto perché è l'unico/a che lavora, l'unico/a che manda avanti la baracca, mentre gli altri no...

E li trovi dappertutto, quindi cari miei, smettetela di combattere anche contro questi mulini a vento, abbiamo già altri concorrenti virtuali che si stanno facendo largo tra le nostre fila, non prendetevela per queste cose...

Noi non siamo al centro dell'universo e di certo non possiamo cambiarlo, possiamo provarci, è vero, ma tanto ho più volte avuto la dimostrazione che ognuno pensa per se.

Ci sarà sempre qualcun altro che si sarà fatto il mazzo più di noi, o che dichiarerà di essere l'unico a lavorare, anche se ve ne starete a spaccare sassi con altri sassi sotto una miniera, con lui che continua a blaterare su quanto sia importante il suo ruolo, voi non avrete fatto nulla e lui avrà fatto tutto il vero lavoro...


Voi lasciate stare, non sforzatevi nel voler dimostrare a tutti i costi quello che fate, il vostro valore, non lo capirà nessuno, perché in fondo è un fatto culturale, siamo in un mondo di insicuri e la tecnica di uso più comune è quella di sminuire il prossimo per sentirsi più forti ed importanti, ma in fin dei conti, a chi interessa?

Ognuno è libero di dare il proprio contributo a questo mondo come vuole e tutti abbiamo una nostra utilità, Colleghi, Voci, Musicisti, Attori, Video Maker e tutti quelli che si sentono discriminati ed in qualche modo offesi o non valorizzati, non prendetevela per così poco e pensate a voi stessi, pensate alla vostra crescita e non a dover per forza dimostrare qualcosa al prossimo...


Oh! Ecco la mail di risposta!

Agenzia delle Entrate dice: "Seeeh! Lu ca** tesoro mio! Tu lavori e giacché c'eravamo, abbiamo controllato e trovato un bollo auto non pagato del 2020, paghi con sanzioni, possibilmente cash!

Passerà Tonino il Gigante domani a ritirare i contanti, o mandiamo l'ex barista della sede romana, a seconda delle disponibilità... Ah, niente ricevuta, così magari tra qualche anno ti potremo richiedere di nuovo lo stesso pagamento".

Che dolcezza! Quanta umanità!

Il Commercialista dice: "Senti, Fanta-coso! Mandami le fatture e pensa a lavorare! E sbrigati a pagare la parcella!"

Oh cavolo, quindi è tutto vero? Non me lo sono immaginato? Quindi ora dovrò sborsare soldi veri?

Ebbene si, è un lavoro vero ed ha costi veri...


Il fatto è che ti mancano i testimoni

Nel mio caso lavoro da Home Studio, nessuno nel mio condominio sa con precisione di cosa mi occupo, il vicinato si chiede solo perché non mi vede mai uscire per andare a lavoro, nessuno sa cosa sto facendo, a volte neanche la mia famiglia lo sa...

E' un mestiere intangibile! Nessuno tocca con mano quel che fai, nessuno ti guarda mentre lo fai, ergo, non esiste!

E' normale, il lavoro lo svolgi in autonomia, ti fai carico di stress ed ansia da solo e non ci sarà nessun collega con te a testimoniare la cosa, quindi ciò che fai è tangibile solo per te!


In un'altra occasione mi ritrovai a parlare con amici che non rivedevo da tempo, solite domande di rito:

"Ah, quindi lavori da casa... Cavolo! Mi dispiace! Hai pure famiglia!"

Seguito poi da una pacca sulla spalla e da un rincuorante:

"L'azienda per cui lavoro cerca tornitori, si, faranno contratti con rinnovo ogni 15 giorni, però, meglio di niente! Franco, il figlio del titolare, dopo 2 rinnovi lo hanno assunto a tempo indeterminato, può darsi che un paio di rinnovi e magari anche a te potrebbero...".

Eccolo lì! Il mito del posto fisso: "Franco ce l'ha fatta!"

Questo è il messaggio di positività mondiale, le migliaia di carcasse interinali che suo padre ha calpestato non contano, l'obiettivo di una vita è solo questo ed è la vera sicurezza, la concretezza di un'intera esistenza! Qualcosa di TANGIBILE!


Diciamoci la verità e confessiamoci insieme, fratelli e sorelle!

Inizio io:

Premetto che la storia del posto fisso non regge più, la sicurezza lavorativa non esiste in nessun campo oramai e la nostra generazione ci è nata in queste condizioni, altre ci stanno crescendo, altre ancora ci son arrivate quasi alla pensione e l'unica cosa che possiamo fare è adattarci...

In vita mia, come ho detto prima, ho svolto diversi lavori, ma nessuno è mai stato così appagante ed avvincente come questo e che crea quasi una sorta di dipendenza...

Nessun lavoro mi ha mai dato questa forza nell'affrontare ogni giorno una nuova sfida, mettere a frutto quelle che erano considerate competenze "inutili" in un mondo da operaio metalmeccanico o da impiegato, nel voler imparare cose nuove e fare ogni giorno qualcosa di diverso!

Non mi sono mai sentito così!

Una vita passata a testa bassa, ascoltando il tizio di turno che ti spiega come fare una buca nel terreno e, mentre lo osservi con aria incredula ed ascolti quel suo impegno nell'illustrarti in dettaglio ogni passaggio di un'operazione elementare, eseguita fin dai tempi dei Neanderthal... Lui ti guarda, travisa quella tua espressione e ti chiede: "Non sei capace, vero? Eh, ne hai di strada da fare...".

O sentirsi dire che "qui le cose sono completamente diverse, anche se hai già fatto questo stesso lavoro in un altro posto, qui è diverso..."

La mia vita lavorativa è stata un continuo "Reset" di mestieri tangibili e veri, alcuni in cui mi hanno persino elogiato e dato del "Gran lavoratore", rinnovato sempre fino a quando non si era in esubero ed allora iniziavano a cronometrarti anche i secondi che impiegavi per andare in bagno...

E questa cosa mi ha stancato, anni ed anni di rinunce e sacrifici, contratti fasulli, buste paga da 400€, minimi sindacali, stipendi arretrati che non arrivavano mai, il tutto per ritrovarmi un pugno di mosche in mano, fatti convenzionali e tangibili che ti lasciano segni indelebili intangibili per gli altri, ma pesanti per te...

Sono comunque molto grato di tutto questo, sono contento della mia strada perché alla fine ho scoperto questa mia via e, lungo il percorso, ogni esperienza, avventura, mestiere, competenza acquisita, ha portato me ad essere quello che sono oggi.

Anche se studiavo teatro e dizione nel periodo in cui lavoravo in fabbrica e venivo discriminato e deriso per il mio modo di parlare così diverso dagli altri, il mio obiettivo non è mai stato quello di compiacere gli altri, bensì di fare qualcosa per ME stesso!

Allora tutto questo lo consideravo soltanto il mio PIANO B, ma ho comunque voluto coltivarlo perché, anche se ho imparato ad esser più o meno capace in tante cose, in questo lavoro ho sempre sentito di avere margine e possibilità per migliorare sempre più, di avere lo spazio per poter crescere, apprendere e dare libero sfogo alla mia creatività ed alla fantasia!


L'essere umano è in grado di fare tutto ed adattarsi di conseguenza: se sei bravo in qualcosa o sei convinto di poterlo diventare, coltiva sempre quel tuo talento e prova diverse direzioni...

Magari scoprirai che quella strada in realtà, non è la tua e resterà solo una passione, ma non mollare e provane altre, forse troverai quella che ti appassionerà di più e magari di quella tua passione potrai farne anche un lavoro, tangibile o meno che sia...

Sei la persona più importante per TE, ed anche se a volte avrai la sensazione di star spendendo soldi e risorse inutilmente, di star perdendo il tuo tempo solo con la speranza di coltivare un qualcosa di "inutile" o solo un semplice Piano B, segui comunque la tua strada in modo sicuro e non farti fregare da quegli ostacoli che incontrerai...

Alla fine proverai una sensazione meravigliosa, ed anche se non riuscirai a vivere solo di quella tua passione, sarai comunque più sereno, ti preoccuperai sempre meno del futuro perché tu, a differenza di altri, avrai la tua marcia in più, o avrai costruito il tuo fantastico PIANO B, quindi te la caverai sempre, e la tua tranquillità porterà automaticamente benefici anche a chi hai intorno, ai tuoi cari, alle persone che ami.

Non farti mai frenare da nessuno!


Ci sarà sempre chi ti darà una pacca sulla spalla e dirà: "Forza! Insisti! Le cose andranno meglio!".

Chi invece ti consiglierà di trovarti un posto fisso, come fanno tutti...

La vita è bella proprio per le sue tantissime sfumature, bisogna prendere tutto come viene, senza preoccuparsi dell'intangibilità, del non riuscire sempre a dimostrare al mondo ciò che facciamo...

L'unica cosa in cui dobbiamo sperare è poter continuare a fare quello per cui riteniamo essere portati e, anche se non ci darà una stabilità, in qualche modo riusciremo ad arrangiarci, anche senza un posto fisso...

E' il mondo intero ad essere il nostro posto fisso e durerà fintanto che saremo vivi!

Segui la tua strada e non offenderti per ciò che ti diranno, troverai chi ti giudicherà, ma anche chi riuscirà ad apprezzarti, indipendentemente da quale sarà la tua via, e sono queste le cose che contano davvero...

Anche perché, lascia che ti chieda una cosa: Ma davvero ti offendi per così poco?



Bè, io ho detto la mia, ora a te i commenti!


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